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Luke Oldfield, figlio di Mike Oldfield, parla di suo padre, dei Gypsyfingers e del fare musica

Luke Oldfield, il cui padre è nientemeno che Mike Oldfield, ha intrapreso il suo proprio  percorso quando si tratta di creare musica; realizzare canzoni uniche e video affascinanti insieme alla sua band, Gypsyfingers, e alla moglie Victoria Coghlan.
Tuttavia, dà credito a suo padre per averlo ispirato ad intraprendere la carriera musicale, insieme al fratello maggiore Dougal, che è morto nel 2015, a soli 33 anni.
“Il primo concerto di mio padre che sono andato a vedere è stato alla Royal Albert Hall nel 1993, dove hanno suonato Tubular Bells (Tubular Bells II 20th Anniversary Tour 1992/93 ndt.). Sono rimasto sbalordito da tutta la faccenda – ho pensato che fosse incredibile” – ha detto Luke, che vive a West London con Victoria.

“Devo aver avuto circa 7 anni. Ricordo di essere stato colpito dall’uomo delle caverne che è venuto sul palco per Tubular Bells Two. Ho pensato «Chi è quel tizio? C’è un vero uomo delle caverne sul palco!»
Più tardi, ho scoperto che era il percussionista della band di mio padre e l’ho anche incontrato quando hanno suonato per la Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi nel 2012. Il suo nome è Alasdair Malloy. Quando l’ho incontrato e gli ho parlato di questo, mi ha detto «Lo sai che ero io?» Avevo finalmente incontrato l’uomo delle caverne.”

Luke, a destra, con suo padre, al sound check per le Olimpiadi di Londra del 2012

“Mio padre non va in tour dal 1999, ma quando lo ha fatto è stato davvero impressionante. Sono immensamente fiero di lui, è molto bello. I miei genitori si sono separati quando ero molto giovane. Per me, non è una rockstar – è solo mio padre. Per me è interessante vedere la percezione di lui da parte dei fan. Anche se lui dice che è stato assente mentre crescevamo, andavo spesso a casa sua e facevamo ciò che fanno padri e figli”.

“Mio fratello ha iniziato a suonare la chitarra quando aveva 16 anni. Ricordo che era verso fine anno quell’anno che ho iniziato a prendere lezioni di chitarra a scuola. Ho provato ad imparare a suonare il pianoforte quando avevo sette anni, ma non ci sono riuscito. Così mio padre, mio fratello e io siamo andati a fare shopping in Denmark Street a Londra e mi ha comprato una chitarra classica, che ho ancora oggi.”

“Ciò che è bello è che se sei bravo, ti diverti a suonare e visto che ti diverte, suoni di più e continui a migliorare. È un bel cerchio. Cercavo di suonare musica che ascoltavo alla radio, come Red Hot Chili Peppers. All’età di 12 anni, non sei un grande ascoltatore di musica, anche se in questi giorni è un po’ diverso. Ascoltavo solo la musica che mio fratello aveva. Under The Bridge dei Red Hot Chili Peppers era uno di questi, ma anche tanti altri.
Se andavo a casa di mio padre, lo ascoltavo mentre lavorava sulla sua musica – che è ovviamente molto eclettica. Il primo album di mio padre che ricordo di aver ascoltato è The Songs of Distant Earth. È un album incredibile ispirato alla fantascienza.”

“La sua musica è così varia, deve aver ispirato anche me nel corso degli anni. Grazie alla mia famiglia, la musica per me non ha regole.”
Luke fu influenzato anche dalla madre, perché durante il periodo della sua collaborazione artistica con la Virgin Records, portava con se il piccolo Luke, stimolandolo a perseguire una carriera nel settore.
Senza dubbio, Sally Cooper ha avuto da raccontare storie incredibili di quel periodo, dato che organizzava eventi come l’iconica festa dei Sex Pistols sul Tamigi nel 1977.
“Il mio primo CD fu “Kiss From A Rose”, di Seal. Mi era stato regalato un Discman (il primo CD player della Sony ndt.) per Natale e non riuscivo proprio a smettere di ascoltarlo” – ha aggiunto Luke, che ha appena compiuto 32 anni.

Luke Oldfield, insieme a Gypsyfingers, mentre accompagna James Blunt

“Mia madre collaborava con molti artisti e ha incontrato mio padre alla Virgin, quando lei era un addetto stampa. A me è sempre sembrato il lavoro più bello del mondo. Quando i miei genitori si sono separati, è diventata una collaboratrice artistica per la Virgin, sistemando le cose per i musicisti, che si trattasse di prenotazioni in hotel, oppure di organizzare il trasferimento da e per gli spettacoli”.
Luke registra musica per Gypsyfingers agli Studios Tilehouse di Denham, che è stato originariamente costruito nel 1981 da suo padre nella loro casa di famiglia di allora.
Lavora anche agli Toe Rag Studios a Londra, dove The White Stripes ha inciso l’album Elephant, vincitore di un Grammy.

“Sono andato al college di musica a Bristol” – dice Luke. “Mio padre aveva costruito uno studio nella casa in cui viveva insieme a mia madre – la casa in cui siamo cresciuti. In effetti, lavoro lì ora. Quando ho finito il college, ho pensato che mi piacerebbe molto gestire uno studio di registrazione – e questo è quello che ho avuto. Dovevo solo capire come fosse cablato all’origine, dato che tutto era stato tagliato. Mi sono messo in contatto con l’architetto, che mi ha inviato i disegni originali. Dopodiché, ho dedicato tutto il mio tempo a costruire ciò che è ora: un edificio fantastico che merita di essere usato. Parallelamente al lavoro nel mio studio, lavoro anche in uno studio chiamato Toe Rag Studios di Hackney.”

Gypsyfingers

“Lo studio è completamente analogico, come se stessimo registrando negli anni ’60. Quando si utilizza l’analogico, bisogna fare molto più affidamento sui musicisti. Ho incontrato qui gli Wolf Alice quando sono venuti a registrare un loro singolo.
La registrazione per The Undertones è stata la mia seconda sessione come ingegnere: è stato piuttosto angosciante; tutti avevano sentito parlare di The Undertones. Ma erano molto carini e ha funzionato davvero bene.
Poi seguirono The Wytches; ho prodotto il loro primo album che hanno registrato agli Toe Rag Studios.”

Gypsyfingers, che attraversa un’intera gamma di generi, dalla dance, al folk, al rock e altro, è iniziato come il progetto solista di Victoria nel 2010, fino all’incontro con Luke l’anno successivo, dopo il quale hanno registrato il loro primo album in duo.

La coppia, insieme a Simon Hedges al basso e Patrick Kenneally alla batteria, ha poi accompagnato James Blunt a Varsavia, in Polonia, nel 2014.

L’ultima volta che hanno suonato a Birmingham, è stato come supporto per Tubular Bells For Two – due musicisti che suonano l’intero album da soli sul palco – a ottobre 2017.

Gypsyfingers ritorneranno nella regione delle Midlands questo venerdì, per suonare all’ambasciata cubana di Birmingham.

Articolo del 3 maggio 2018 su Express & Star 
https://www.expressandstar.com/entertainment/music/2018/05/03/mike-oldfields-son-luke-oldfield-on-his-dad-gypsyfingers-and-making-music-ahead-of-birmingham-gig/
Foto dei Gypsyfingers: Alexandra Cameron e Sally Low