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Tubular Bells: The Mike Oldfield Story

La storia dietro ala carriera di Mike Oldfield e dietro al suo album più venduto, Tubular Bells.
E’ questo il contenuto del documentario di un’ora realizzato dalla BBC4 in onda l’11 ottobre 2013, alle ore 22:00, il 12 ottobre 2013, alle ore 1:55, il 14 ottobre 2013, alle 2:55 e domenica 12 gennaio 2014 a mezzanotte (ora inglese)

Tubular Bells – The Mike Odfield Story (BBC Documentary)

Nel 1973, fu realizzato un album contro ogni previsione e aspettative che andò al top delle classifiche del Regno Unito. In realtà l’album ha lanciato una etichetta discografica che è diventato uno dei marchi più riconoscibili nel mondo (Virgin), ha costituito la colonna sonora di uno dei più grandi film del decennio (L’esorcista), è diventato il più venduto album strumentale di tutti i tempi, avrebbe poi venduto oltre 16 milioni di copie ed in fatto che sia stato eseguito quasi da solo da un 19enne, rende la storia ancora più incredibile. Questo album è stato “Tubular Bells”, e il giovane e terribilmente timido musicista era Mike Oldfield.
Questo documentario presenta contributi di Sir Richard Branson, Danny Boyle, la famiglia di Mike e gli ingegneri originali dell’album Tubular Bells tra gli altri. La spina dorsale del film è una lunga intervista con Mike stesso, dove ci porta attraverso gli eventi che lo hanno portato di scrivere Tubular Bells – crescere con una madre con gravi problemi di salute mentale, il rifugio che cercava nella musica come un bambino, con talento che lo ha portato a suonare nei club di musica folk all’età di 12 anni e a creare un gruppo folk insieme a sua sorella, a soli 15 anni; la sua spaventosa esperienza di prendere LSD a 16 anni, e infine arrivare al Manor Recording Studios come un giovane musicista di sessione, presentando una demo ad un tecnico di registrazione il quale passò in seguito il nastro al giovane imprenditore Richard Branson.
Dopo il grande successo dell’album, Mike si ritirò su una collina Hereford, evitato vita pubblica e diventando un recluso fino a che non ha partecipato a una terapia controversa che ha cambiato la sua vita.
Nel 2012 Mike ha catturato l’immaginazione del pubblico, ancora una volta, quando gli fu chiesto di suonare presso lo stadio London Olympic alla cerimonia di apertura, dove Tubular Bells fu per 20 minuti la colonna sonora della cerimonia che durò circa un’ora.
Girato nel suo studio di registrazione a casa di Nassau, nel documentario Mike suona anche i molteplici strumenti di Tubular Bells e mostra come è stato messo insieme il pezzo più innovativo della musica.

Intervista su “Mail on Sunday”

Mail On Sunday, Gennaio 2008
Mail On Sunday, Gennaio 2008

Sul settimanale inglese The Mail on Sunday è stato pubblicato il 13 gennaio un articolo-intervista di Richard Holledge contenente una sorprendente quanto preoccupante intervista di Mike.
Sorprendente, in quanto ci presenta un Mike stanco di lavorare, che percepisce come un obbligo terribile la continua ricerca della perfezione nella sua musica, e allo stesso tempo preoccupante per la sua dichiarazione: “Ne ho abbastanza“.
Anche se siamo abituati a dichiarazioni contraddittorie e spesso smentite dai fatti, non possiamo fare a meno di chiederci: “Se Music of the Spheres fosse veramente l’ultima eredità che ci lascia il nostro idolo, noi che viviamo sempre aspettando il suo prossimo album o concerto, verso cosa guarderemmo in futuro?”

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Intervista alla TV Olandese

Recentemente, Mike ha rilasciato un’interessante intervista per il programma televisivo Top2000 della TV Olandese. Nell’intervista, realizzata in riva al mare e nel suo studio, Mike parla di alcuni aspetti dell’inizio della sua carriera musicale e suona al pianoforte alcuni temi dei suoi album. Fa molto piacere veder parlare Mike con aria molto rilassata e scherzosa, contento di aprire un nuovo capitolo della sua vita, a contatto con i giornalisti e con la gente.

Intervista su “Gramophone”

Nell’ultimo numero del mensile inglese Gramophone è stata pubblicata una lunga ed interessante intervista a Mike, insieme a Tim Hodgkinson, sull’effetto che può avere la musica classica su compositori di musica rock come loro. Nell’intervista Mike ribadisce il fatto che il vero motivo per cui ha creato un’opera classica è perché era l’unico stile di musica che non aveva ancora composto, anche se in alcuni dei suoi vecchi album ci sono vari brani che richiamano questo stile. Mike conferma inoltre, di essere contrario alla divisione in categorie della musica e dichiara di non trovare nessun collegamento tra la musica e la politica. Se volete lasciare un commento sull’articolo (in inglese, ovviamente), lo potete fare nel Forum di Gramophone.

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Intervista su ClassicFM

Il 17 luglio, Mike ha rilasciato una breve intervista durante il programma “The Guest List Podcast” condotto da Anne-Marie Minhall. L’intervista, nella quale Mike non da ulteriori significativi dettagli sul nuovo album, può essere scaricata oppure ascoltata direttamente dal sito ClassicFM. Un breve riassunto:
-l’album sarà di musica classica per orchestra, piano forte e chitarra classica;
-Mike Oldfield suonerà il piano forte e la chitarra;
-non ci saranno chitarre elettriche (per la prima volta in un suo album);
-le parti per orchestra sono state trascritte su spartito con il software Sibelius e adattate da Karl Jenkins (Soft Machine, Adiemus);
-le registrazioni di alcune parti negli studi di Abbey Road sono iniziate il 6 Giugno e sono state concluse il 5 Luglio;
-la cantante lirica Hayley Westenra partecipa all’album insieme al pianista cinese Lang Lang;
-l’album avrà il titolo “Music of the Spheres” e dovrebbe essere rilasciato il 12 Novembre 2007, sotto l’etichetta Mercury Records con il numero di catalogo 4766206.