1984 Suite

1984 Suite
29 Gennaio 2016

Trovandosi a remixare Discovery e The Killing Fields per la riedizione dei suoi album su etichetta Mercury, Mike Oldfield ha deciso di compiere un’operazione inedita: selezionare i brani migliori dai due dischi, pubblicati entrambi nel 1984, e legarli in un’unica lunga sequenza. E’ questa l’origine di The 1984 Suite, composizione diffusa su cd, nell’edizione deluxe di Discovery, e su vinile, in un LP nuovo di zecca. La versione in vinile presenta una splendida copertina, opera grafica di Rupert Lloyd, che evoca le atmosfere di Blade Runner, film che risale proprio a quegli anni. La sequenza dei brani però è destinata a deludere chi si aspetti da parte di Oldfield una rielaborazione tale da trasformare l’insieme dei singoli pezzi in un’autentica suite. Mancano quasi del tutto, infatti, passaggi strumentali che facciano da ponte per collegare una traccia all’altra e, in fondo, il collegamento tra i diversi momenti non è molto dissimile da quanto si poteva ascoltare già nella versione originale di Discovery. Per trovare elementi di vera novità bisogna insomma improvvisarsi filologi oldfieldiani e andare ad analizzare singoli frasi musicali in cui qualche strumento è stato posto in una nuova evidenza. Nel dettaglio: la suite si apre con To France, una delle canzoni di maggiore successo nella carriera di Oldfield. La versione qui presentata è praticamente identica all’originale, se non per il suono delle chitarre che appare più distinto e pulito. A seguire troviamo The Lake, magnifico strumentale che è stato sottoposto a qualche ritocco: come nel pezzo precedente, anche qui si ascoltano con maggiore precisione i singoli strumenti, in più alcune sezioni (quelle centrale e finale, in special modo)  sono state allungate in maniera sensibile. Due brani tratti dalla colonna sonora di Urla del Silenzio succedono ai primi due, tratti da Discovery. Si tratta del tema principale di The Killing Fields e di Etude, opera di Francisco Tàrrega, ai quali il recente remixaggio conferisce un’inaspettata complessità. Nella versione LP, Etude apre il lato B del disco ed è seguito da un titolo inedito: The Royal Mile. Si tratta in realtà della rivisitazione di Afghan, strumentale finora apparso soltanto come lato B del singolo Tricks of the Light. In confronto all’originale, The Royal Mile presenta un’introduzione di circa un minuto del tutto nuova, affidata alla cornamusa. Il titolo fa riferimento alla strada in salita che a Edimburgo conduce al castello. Anche Zombie, la canzone successiva, rappresenta in qualche modo una novità, sebbene molto discutibile. Si tratta di Poison Arrows, da cui è stata eliminata la voce di Barry Palmer per fare spazio a una voce sintetica, che canta un testo leggermente differente. L’originario: “Somebody’s out to get you!“, adesso è diventato: “Zombies are out to get you!” Per ammissione dello stesso Oldfield la canzone nasce come uno scherzo dedicato ai propri figli in occasione dell’ultima festa di Halloween. Il dubbio, più che legittimo da parte degli ascoltatori, è se fosse il caso di inserirlo nella suite. In chiusura ritroviamo Barry Palmer che interpreta Discovery, canzone che non mostra particolari differenze con l’originale.
The 1984 Suite, insomma, si rivela un disco interessante soprattutto per i collezionisti. Chi si aspettasse di trovarvi i segni di una rifiorente creatività da parte di Oldfield, farebbe bene ad aspettare il nuovo disco, attualmente in lavorazione, nella speranza di ritrovarvi almeno un’eco delle atmosfere del suo magnifico passato.

di Ettore Capitani