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Mike Oldfield: ritorno alle origini

Il 20 gennaio Mike Oldfield pubblicherà con la Virgin EMI il suo nuovo album, “Return to Ommadawn“:
Quando ho iniziato a pensare a come fare il mio nuovo album, sono andato sui social e ho chiesto ai fan il loro parere. Sono stati tantissimi a chiedermi di tornare allo stile acustico dei primi tre album, dei quali “Ommadawn” sembra essere il loro preferito“.

A rafforzare la sua decisione è stato anche un commento del pioniere del synth, Jean-Michel Jarre:
Ho visto che Jean-Michel stava facendo una live chat su Facebook con i suoi fan e sono andato online per seguire ciò che veniva detto. Una persona gli ha chiesto se poteva mai collaborare con me, e la sua risposta è stata interessante, perché ha detto che amava la mia musica, ma che era troppo acustica per lui. Questo mi ha fatto pensare. Se uno come lui crede io sono un musicista acustico, mostra quanto importante è stata quella parte della mia carriera. Quindi, con questa prova schiacciante, ho sentito che sarebbe stato molto stimolante di fare di nuovo un progetto del genere“.

I lavori per il nuovo album è iniziata a dicembre 2015 e sono stati conclusi a novembre 2016. Oldfield tiene a sottolineare che questo è un lavoro da solista puro: “Sono l’unico musicista coinvolto. Suono tutti gli strumenti. Non ci sono altre apparizioni nell’album“.

Beh, questo non è del tutto vero, perché le orecchie degli appassionati noteranno una breve parte corale dei Penrhos Kids alla fine della seconda traccia, intitolata Parte II. Ma questo non è ciò che sembra:
Mi chiedevo se la gente sarebbe rimasta delusa che l’album non dispone di un seguito per On Horseback, che era la canzone finale su Ommadawn. Così, ho preso una sequenza dal coro dei bambini che ha cantato in quel brano e l’ho inserita qui. Questo è un modo di collegare questi due album dopo oltre 40 anni. Non è una nuova registrazione

Oldfield ammette che ha progettato l’album specificamente  per il vinile. Ci sono solo due tracce, dal titolo “Parte I” e “Parte II”, ognuna delle quali dura circa 20 minuti:
Tendo a pensare a loro come un primo lato ed il lato due di un LP. Ciò è stato volutamente fatto perché amo il vinile e il modo in cui porta la gente più vicina alla musica. Per quanto mi riguarda, se si ascolta un brano da download, questo ha lo stesso impatto di quello che si sente in un ascensore! Naturalmente, l’album verrà reso disponibile in tutti i formati usuali. Ma per me è il vinile quello che conta. La copertina è molto elaborata, e sarà apribile. Essa avrà centinaia di foto che ho fatto a tutti gli strumenti che ho usato nelle sessioni di registrazione. L’obiettivo è quello di fornire a tutti ore di divertimento nel tentativo di identificare tutti questi strumenti, e quali ruoli potrebbero aver avuto nella realizzazione del disco“.

Tuttavia, Oldfield non ha in programma di effettuare Ommadawn e Return to Ommadawn dal vivo:
“Sarebbe troppo difficile da organizzare. Dovrei trovare musicisti che possano suonare le parti nel modo in cui io credo si adattino meglio, e questo sarebbe quasi impossibile da realizzare. Sì, ci sono persone di grande talento in giro che potrebbero rifare quello che ho fatto, ma non avrebbero lo stesso legame emotivo. L’unico modo perché questo avvenga sarebbe avere 15 o più cloni di me sul palco!”

Nuove riedizioni

Dopo la recente uscita di Guitars e The Millennium Bell su vinile, lo stesso Gordon ha annunciato l’uscita di Collaborations e della riedizione in vinile di Exposed. Entrambi i dischi, pubblicati in vinile da 180 g, saranno disponibili dal prossimo 2 dicembre. Per quanto riguarda Collaborations è stato confermato trattarsi del quarto disco contenuto in Boxed, per la prima volta edito in forma indipendente e con una copertina tutta sua. Le due prossime uscite in effetti vanno a colmare i rispettivi vuoti nella sequenza delle riedizioni iniziata con Tubular Bells e giunta per il momento a The Killing Fields.
E proprio Tubular Bells dal 25 novembre sarà disponibile nell’inconsueto formato di doppio LP, contenente la versione 1973 e quella 2009. In questo caso l’annuncio della riedizione è giunto dalla Universal.
Infine (e qui l’attesa si sta facendo spasmodica) resta per ora la data, bisognosa di conferme, del 20 gennaio 2017 per il tanto sospirato nuovo album Return to Ommadawn, di cui speriamo al più presto di avere informazioni fresche.
https://www.amazon.co.uk/Collaborations-VINYL…/…/B01K3W5EWI…
https://www.amazon.it/Exposed/dp/B01LEZ3DJO…
http://thesoundofvinyl.com/…/Tubular-Bells-Delu…/5CXR0000000

Abano Terme

XVI Raduno Nazionale

Il 24 e 25 settembre 2016
Hotel Lo Zodiaco – Abano Terme – Padova
Via Valerio Flacco, 98
Tel (+39) 049 8602392
Fax (+39) 049 8618287
info@hotellozodiaco.it
www.hotellozodiaco.it
Prenotazioni al numero 049 8602392 con riferimento “Raduno Fan Club Mike Oldfield

Pacchetto offerta comprensivo di:

  • camera doppia/matrimoniale in condizioni di pernottamento, prima colazione e 3 pasti inclusi, bevande in ragione di 1/4 di vino della casa e 1/2 acqua minerale, € 120,00 a persona;
  • supplemento camera singola € 20,00;
  • camera tripla 110,00 Euro;
  • camera quadrupla 100,00 Euro (2 camere disponibili);
  • eventuali pasti “extra” per persona € 20,00 a pasto (previa prenotazione);
  • tassa di soggiorno € 1,50 a persona;
  • eventuale uso del Centro Benessere € 15,00 a persona.

Ampio parcheggio interno ed esterno laterale gratuito.
Collegamento Wireless.

Il “pranzo extra” (o “cena extra”) è pensato per chi abita nelle vicinanze e preferisce non pernottare in albergo, ma partecipa a pranzo/cena sabato.

Come Arrivare:

Da Milano: Uscita Padova Ovest; mantenere la sinistra al bivio, inboccare la tangenziale, seguire per Selvazzano Dentro, prendere uscita 6, direttissima per Abano Terme, a destra per Via Valerio Flacco. A Sinistra trovere l’entrata per l’hotel Lo Zodiaco.

Da Bologna: Uscita Terme Euganee, seguire per Battaglia Terme/Abano Terme/Montegrotto Terme, svolta a sinistra e prendi Via Mincana/Strada Provinciale 9/SP9 (indicazioni per Battaglia/Terme), svolta a destra e prendi Via Maggiore/SS16 (indicazioni per /Montegrotto T.), prendi l’uscita verso Montegrotto/Torreglia, Alla rotonda, prendi la 1ª uscita, Alla rotonda, prendi la 1ª uscita, Alla rotonda, prosegui dritto su Via Campagna Alta, Svolta a sinistra e prendi Via Sabbioni, Alla rotonda, prosegui dritto su Via Valerio Flacco.

Dalla Stazione di Padova:
Link agli orari degli autobus Linea del Colli http://www.fsbusitaliaveneto.it/index.php/offerta/orari-estate-2016/orari-urbani-padova-e-linee-dei-colli-estate-2016

SITO IN RISTRUTTURAZIONE

Benvenuto nel sito del Fanclub italiano di Mike Oldfield!
Il sito è attualmente in ristrutturazione e viene aggiornato un po’ alla volta
Se non trovi ancora le informazioni che cerchi, torna fra qualche giorno e probabilmente le troverai…
Nel frattempo ci trovi tutti su Facebook

Nota: Per un breve periodo sarà ancora disponibile in sola visualizzazione il vecchio sito del Club all’indirizzo ( http://www.mikeoldfield.it/mikeoldfield/index.html )

The Millennium Bell in vinile

Come sapete, l’anno scorso sono stati pubblicati in vinile con la Warner quattro album di Mike Oldfield (Tubular Bells II, TSODE, Voyager e Tubular Bells III), album che non sono mai stati pubblicati in vinile. Era da immaginarsi che prima o poi sarebbe stato ripubblicato anche il resto del catalogo in questo formato.

In questi giorni, è apparso in prevendita su amazon.co.uk l’album “The Millennium Bell”, annunciato per il prossimo 2 settembre, sotto l’etichetta “Music On Vinyl”, con licenza concessa dalla Warner, a poco più di 20 sterline. Se pensiamo che la vendita delle ristampe in vinile dei quattro album precedenti è stata un disastro, diventa ancora più curiosa l’attenzione mostrata dalla Warner a questo album, uno dei dischi meno amati dai fan.

Ci aspettiamo quindi che album come Guitars, Tres Lunas o Tubular Bells 2003 vengano pubblicati anche essi in vinile, prima o poi, e non possiamo non chiederci il motivo. È anche possibile che questo sia il motivo principale del ritardo del nuovo album “Return of Ommadawn”, per non sovrapporre il lancio di più album di Oldfield in contemporaneo sul mercato.

La cronaca di un album (da Facebook)

Ultimamente tra noi fans si discute e ci si interroga spesso sulla reale identità dell’utente Facebook “Gordon Mikefield” e sull’autenticità dei suoi annunci. Alcuni sono addirittura scettici sulla possibilità che “Return to Ommadawn” possa un giorno davvero trasformarsi in un nuovo album. Così ho pensato di ricostruire una cronologia dei post di Gordon (talvolta cancellati dallo stesso autore poco tempo dopo la pubblicazione) riguardanti il lavoro sul nuovo disco, in modo che ciascuno possa farsi un’idea più precisa sull’argomento. La mia ricostruzione incomincia a Capodanno 2014-2015 e termina oggi:

31 dicembre 2014: Gordon fa gli auguri a tutti per il 2015 e annuncia di essere a lavoro su alcuni grandi progetti destinati a vedere la luce nel 2016.

12 maggio 2015: durante una breve intervista su BBC Radio 2, Mikefield parla del prequel di Tubular Bells (annunciato la prima volta quasi un anno prima), spiegando che sarà registrato “all’antica”, senza contributi digitali, e che forse sarà pubblicato solo in vinile.

Luglio 2015: Gordon abbandona Caroline Monk come responsabile della comunicazione e provvede da solo (?) ai post su Facebook. Il suo primo annuncio riguarda la riedizione di Discovery e The Killing Fields e alcune sorprese a suo dire contenute in “Suite 1984“.

25 luglio 2015: Gordon scrive che sta mettendo insieme una “Suite 1987 – ’89”, lavorando su circa 25 ore di registrazioni inedite risalenti agli anni compresi tra Islands e Earth Moving.

Settembre – ottobre 2015: Gordon apre una nuova pagina Facebook. Dopo pochi giorni annuncia l’idea di un possibile nuovo Ommadawn. Racconta di suonare alla vecchia maniera e di non essersi mai divertito così negli ultimi 35 anni.

15 ottobre 2015: Gordon afferma di continuare a lavorare su “A new Ommadawn“. A suo dire sta usando un metronomo analogico e suona tutti gli strumenti: bodhran, basso, chitarra acustica e spagnola, mandolino, glockenspiel, ecc. Infine dà appuntamento sulla sua pagina per Halloween.

26 ottobre 2015: un Gordon felice di creare musica annuncia che il suo nuovo lavoro sta assumendo una sua propria vita e che forse ne uscirà un album completamente nuovo senza riferimenti ai lavori passati. In ogni caso nel giro di un paio d’anni potrebbe anche realizzare un sequel o prequel di Tubular Bells e di Ommadawn.

31 ottobre 2015: Gordon pubblica il videoclip Zombies, in occasione di Halloween.

2 novembre 2015: con un nuovo post Gordon annuncia di continuare il lavoro su un pezzo di musica “fatto a mano“. Dice di aver registrato brani così come vengono al “primo colpo“, e perciò comprensivi di qualche errore. Per questo chiede ai fans se gradiscono questo genere di lavoro artigianale, simile al modo di procedere del 1972 usato per la registrazione di Tubular Bells.

19 novembre 2015: Gordon pubblica uno screenshot con il grafico delle piste registrate per il suo nuovo lavoro.

Metà dicembre 2015: altra immagine del grafico delle registrazioni pubblicata da Gordon sulle sue pagine. Tra i commenti, sempre da parte sua, spunta una lista con i titoli di 17 sezioni in cui sarebbe suddiviso il nuovo lavoro musicale. La grafia della lista (scritta a mano) pare proprio quella di Mike Oldfield.

19 dicembre 2015: Gordon offre ulteriori informazioni sul suo nuovo lavoro. A suo dire è a buon punto nella registrazione dei 18 minuti della prima parte. La notizia fa pensare a un’opera in forma di suite.

19 gennaio 2016: Esce l’annuncio del completamento della prima parte. Gordon con entusiasmo si dice in procinto di partire con la seconda parte. Poi dà un indizio sul titolo del futuro disco, pubblicando la foto di un uccello rapace.

5 febbraio 2016: pochi giorni dopo l’uscita delle riedizioni di Discovery e The Killing Fields e della Suite 1984, Gordon torna a parlare del suo nuovo lavoro. Nella seconda parte dice di aver inserito un brano che ricorda l’atmosfera della melodia di “Telstar“, un brano del 1962 dei Tornados. Incalzato da alcuni fans, tra i commenti Gordon aggiunge che la pubblicazione è prevista per il prossimo agosto e che il disco avrà una versione 5.1.

10 febbraio 2016: nuovo post di Gordon nel quale afferma di aver completato il brano simile a “Telstar”, che forse sarà intitolato “Victory“. Adesso è in procinto di iniziare un pezzo ricco di atmosfera ispirato alla barriera corallina dei suoi dintorni. Continua a lavorare accompagnato dal metronomo analogico.

20 febbraio 2016: Gordon spiega di aver aggiunto l’arpa celtica e un basso acustico al novero degli strumenti del nuovo album. Da segnalare che spesso, nel corso dei mesi, Gordon aveva già pubblicato foto di chitarre, tamburi, flauti e altri strumenti, lasciando ad intendere che fossero in uso durante la registrazione del nuovo disco.

10 aprile 2016: dopo alcune settimane di silenzio, Gordon riappare su Facebook per offrire nuove notizie. Stavolta si parla di “Return to Ommadawn“, dice di aver finito ambedue le parti e di dover provvedere ai ritocchi e alle rifiniture. Tutto probabilmente sarà pronto per il suo compleanno a metà maggio. Dice inoltre che è stata un’esperienza meravigliosa tornare a suonare gli strumenti acustici.

21 aprile 2016: Gordon posta due nuove foto contenenti la serie di 55 sezioni che costituiscono le due parti del nuovo album.

23 aprile 2016: Gordon pubblica un sondaggio col quale chiede ai fans le loro preferenze rispetto al titolo del suo prossimo album. “Return to Ommadawn” sembra essere il titolo preferito dai più.

3 maggio 2016: a detta di Gordon è tutto pronto! Si tratta di aspettare una data di pubblicazione da parte della casa discografica.

8 maggio 2016: doccia fredda per Gordon (e per i fans). Dei problemi tecnici nella registrazione di alcune chitarre rendono necessario un supplemento di lavoro sul nuovo disco.

24 maggio 2016: Gordon pubblica l’elenco completo degli strumenti impiegati nel corso della registrazione di “Return to Ommadawn“.

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29 maggio 2016: L’album è finito e ora Gordon sta provvedendo al missaggio 5.1. Intanto ha pronta qualche idea nuova di zecca per un nuovo “Tubular Bells 4“.

26 giugno 2016: dopo altre lunghe settimane di silenzio Gordon spiega di essere stato impegnato su un progetto di realtà virtuale usando Unity 3D, destinato ad accompagnare “Return to Ommadawn“.

di Ettore Capitani

1984 Suite

1984 Suite
29 Gennaio 2016

Trovandosi a remixare Discovery e The Killing Fields per la riedizione dei suoi album su etichetta Mercury, Mike Oldfield ha deciso di compiere un’operazione inedita: selezionare i brani migliori dai due dischi, pubblicati entrambi nel 1984, e legarli in un’unica lunga sequenza. E’ questa l’origine di The 1984 Suite, composizione diffusa su cd, nell’edizione deluxe di Discovery, e su vinile, in un LP nuovo di zecca. La versione in vinile presenta una splendida copertina, opera grafica di Rupert Lloyd, che evoca le atmosfere di Blade Runner, film che risale proprio a quegli anni. La sequenza dei brani però è destinata a deludere chi si aspetti da parte di Oldfield una rielaborazione tale da trasformare l’insieme dei singoli pezzi in un’autentica suite. Mancano quasi del tutto, infatti, passaggi strumentali che facciano da ponte per collegare una traccia all’altra e, in fondo, il collegamento tra i diversi momenti non è molto dissimile da quanto si poteva ascoltare già nella versione originale di Discovery. Per trovare elementi di vera novità bisogna insomma improvvisarsi filologi oldfieldiani e andare ad analizzare singoli frasi musicali in cui qualche strumento è stato posto in una nuova evidenza. Nel dettaglio: la suite si apre con To France, una delle canzoni di maggiore successo nella carriera di Oldfield. La versione qui presentata è praticamente identica all’originale, se non per il suono delle chitarre che appare più distinto e pulito. A seguire troviamo The Lake, magnifico strumentale che è stato sottoposto a qualche ritocco: come nel pezzo precedente, anche qui si ascoltano con maggiore precisione i singoli strumenti, in più alcune sezioni (quelle centrale e finale, in special modo)  sono state allungate in maniera sensibile. Due brani tratti dalla colonna sonora di Urla del Silenzio succedono ai primi due, tratti da Discovery. Si tratta del tema principale di The Killing Fields e di Etude, opera di Francisco Tàrrega, ai quali il recente remixaggio conferisce un’inaspettata complessità. Nella versione LP, Etude apre il lato B del disco ed è seguito da un titolo inedito: The Royal Mile. Si tratta in realtà della rivisitazione di Afghan, strumentale finora apparso soltanto come lato B del singolo Tricks of the Light. In confronto all’originale, The Royal Mile presenta un’introduzione di circa un minuto del tutto nuova, affidata alla cornamusa. Il titolo fa riferimento alla strada in salita che a Edimburgo conduce al castello. Anche Zombie, la canzone successiva, rappresenta in qualche modo una novità, sebbene molto discutibile. Si tratta di Poison Arrows, da cui è stata eliminata la voce di Barry Palmer per fare spazio a una voce sintetica, che canta un testo leggermente differente. L’originario: “Somebody’s out to get you!“, adesso è diventato: “Zombies are out to get you!” Per ammissione dello stesso Oldfield la canzone nasce come uno scherzo dedicato ai propri figli in occasione dell’ultima festa di Halloween. Il dubbio, più che legittimo da parte degli ascoltatori, è se fosse il caso di inserirlo nella suite. In chiusura ritroviamo Barry Palmer che interpreta Discovery, canzone che non mostra particolari differenze con l’originale.
The 1984 Suite, insomma, si rivela un disco interessante soprattutto per i collezionisti. Chi si aspettasse di trovarvi i segni di una rifiorente creatività da parte di Oldfield, farebbe bene ad aspettare il nuovo disco, attualmente in lavorazione, nella speranza di ritrovarvi almeno un’eco delle atmosfere del suo magnifico passato.

di Ettore Capitani

“Mike Oldfield” di Giovanni Manuali (2 ed. 2015)

"Mike Oldfield" di Giovanni Manuali (2 ed. 2015)
“Mike Oldfield” di Giovanni Manuali (2 ed. 2015)

Da oggi è disponibile in molte librerie italiane, su ordinazione, la seconda edizione della biografia di Mike Oldfield scritta da Giovanni Manuali.

La seconda edizione corregge ed amplia la prima edizione (aprile 2006) alla luce di nuovi documenti (soprattutto “Changeling”, “M.O. – A life dedicated to music” di C. Dewey e la pagina web di Phil Spalding).

Il libro si può acquistare tramite www.youcanprint.it o nelle 4500 librerie italiane associate: sul sito potrete trovare quella più comoda per voi (al momento sicuramente in quelle Mondadori). Inoltre, il libro è stato reso disponibile per la stampa a livello internazionale, quindi sarà acquistabile anche da fan/collezionisti stranieri!

Informazioni editoriali:

  • Titolo: Mike Oldfield
  • Autore: Giovanni Manuali
  • Data di uscita: 23 dicembre 2015
  • Pagine: N.D.
  • Copertina: morbida
  • Editore: youcanprint
  • ISBN: 9788891148643
  • Prezzo: 18 €

 

Il lancio del libro a Terni, l’ 11 aprile 2007

Dougal Oldfield, 33 anni, scomparso per un malore

Dougal Oldfield, 33 anni, figlio di Mike e di Sally Cooper, insieme a Luke e Molly, ha avuto un malore ed è morto per cause naturali domenica 17.05.2015 alle 18:30, mentre lavorava. Chi lo conosceva lo descrive dolce, gentile, intelligente, premuroso e positivo.
Ci uniamo tutti nel triste cordoglio intorno alla famiglia.
R.I.P.

Mike Oldfield insieme al figlio Dougal, 1981
Mike Oldfield insieme al figlio Dougal, 1981
Losing our virginity

Losing our virginity (The first four years: 1973-1977)

Losing our virginity
Losing our virginity (1973-1977)

Per celebrare il 40° anniversario dell’etichetta Virgin, una delle più produttive e innovative case discografiche di tutti i tempi, è stato prodotto un nuovo album di 3 CD con i più  creativi esponenti dei primi 4 anni di attività.
“Losing Our Virginity” onora il primo album mai pubblicato, Tubular Bells (1973), e continua con i più importanti artisti e brani del periodo pre-punk. In quei primi 4 anni la Virgin ha ospitato la maggior parte dei pionieri della musica progressive ed è stata la casa di molti artisti di grande talento degli anni ’70. Partendo da Krautrock ed il prog, passando per avant-rock e arrivando al pionieristico synth-rock, “Losing Our Virginity” è un meraviglioso viaggio durante la nascita di una legenda.

CD1:

1. Mike Oldfield – Tubular Bells (Two sides excerpt) May 73
2. Faust – Krautrock May 73
3. Gong – The Pot Head Pixies May 73
4. Steve York’s Camelo Pardalis – I’ll Be Home May 73
5. Steve York’s Camelo Pardalis – Woman’s Lib Song May 73
6. Kevin Coyne – Marlene Aug 73
7. Henry Cow – Teenbeat (Reprise) Aug 73
8. Faust – Giggy Smile (Alternative Version) Sept 73
9. Kevin Coyne – Eastbourne Ladies Sept 73
10. Link Wray – I’m So Glad, I’m So Proud Oct 73
11. Gong – I Never Glid Before Dec 73
12. Captain Beefheart – Upon The My-Oh-My Apr 74
13. Klaus Schulze – Some Velvet Phasing May 74
14. David Bedford – An extract from Stars End Aug 74

CD2:

losing_our_virginity_back15. Robert Wyatt – I’m A Believer Sept 74
16. Comus – Down (Like A Movie Star) Sept 74
17. Fred Frith – Glass c/w Steel Sept 74
18. Hatfield And The North – Let’s Eat (Real Soon) Nov 74
19. Robert Wyatt – Yesterday Man Oct 74
20. Egg – Wring Out The Ground (Loosely Now) Dec 74
21. Ivor Cutler – I Believe In Bugs 1974
22. Captain Beefheart – Mirror Man (Live) Jan 75
23. Mallard – Road To Morocco 1975
24. Tom Newman – Sad Sing Feb 75
25. Clearlight – Extract from Clearlight Symphony Part One Feb 75
26. Hatfield And The North – Fitter Stroke Has A Bath Mar 75
27. Boxer – Hip Kiss Mar 75

CD3:

28. Steve Hillage – The Salmon Song April 75
29. White Noise – An extract from White Noise II Apr 75
30. Henry Cow/Slapp Happy – War May 75
31. Wigwam – Freddie Are You Ready Jun 75
32. Edgar Froese – Extract from Epsilon In Malaysian Pale Sept 75
33. David Bedford – The Rio Grande Sept 75
34. Tom Newman – Don’t Treat Your Woman Bad Nov 75
35. Ivor Cutler – The Dirty Dinner 1975
36. Daevid Allen & Euterpe – Wise Man In Your Heart May 76
37. Mike Oldfield – First Excursion Aug 76
38. Steve Hillage – It’s All Too Much Sept 76
39. Can – Silent Night Nov 76
40. Can – Don’t Say No 76

Possibile acquistarlo su Amazon e su Virgin store