SITO IN RISTRUTTURAZIONE

Benvenuto nel sito del Fanclub italiano di Mike Oldfield!
Il sito è attualmente in ristrutturazione e viene aggiornato un po’ alla volta
Se non trovi ancora le informazioni che cerchi, torna fra qualche giorno e probabilmente le troverai…
Nel frattempo ci trovi tutti su Facebook

Nota: Per un breve periodo sarà ancora disponibile in sola visualizzazione il vecchio sito del Club all’indirizzo ( http://www.mikeoldfield.it/mikeoldfield/index.html )

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The Millennium Bell in vinile

Come sapete, l’anno scorso sono stati pubblicati in vinile con la Warner quattro album di Mike Oldfield (Tubular Bells II, TSODE, Voyager e Tubular Bells III), album che non sono mai stati pubblicati in vinile. Era da immaginarsi che prima o poi sarebbe stato ripubblicato anche il resto del catalogo in questo formato.

In questi giorni, è apparso in prevendita su amazon.co.uk l’album “The Millennium Bell”, annunciato per il prossimo 2 settembre, sotto l’etichetta “Music On Vinyl”, con licenza concessa dalla Warner, a poco più di 20 sterline. Se pensiamo che la vendita delle ristampe in vinile dei quattro album precedenti è stata un disastro, diventa ancora più curiosa l’attenzione mostrata dalla Warner a questo album, uno dei dischi meno amati dai fan.

Ci aspettiamo quindi che album come Guitars, Tres Lunas o Tubular Bells 2003 vengano pubblicati anche essi in vinile, prima o poi, e non possiamo non chiederci il motivo. È anche possibile che questo sia il motivo principale del ritardo del nuovo album “Return of Ommadawn”, per non sovrapporre il lancio di più album di Oldfield in contemporaneo sul mercato.

Mike Oldfield - Return to Ommadawn (fan artwork)

La cronaca di un album (da Facebook)

Ultimamente tra noi fans si discute e ci si interroga spesso sulla reale identità dell’utente Facebook “Gordon Mikefield” e sull’autenticità dei suoi annunci. Alcuni sono addirittura scettici sulla possibilità che “Return to Ommadawn” possa un giorno davvero trasformarsi in un nuovo album. Così ho pensato di ricostruire una cronologia dei post di Gordon (talvolta cancellati dallo stesso autore poco tempo dopo la pubblicazione) riguardanti il lavoro sul nuovo disco, in modo che ciascuno possa farsi un’idea più precisa sull’argomento. La mia ricostruzione incomincia a Capodanno 2014-2015 e termina oggi:

31 dicembre 2014: Gordon fa gli auguri a tutti per il 2015 e annuncia di essere a lavoro su alcuni grandi progetti destinati a vedere la luce nel 2016.

12 maggio 2015: durante una breve intervista su BBC Radio 2, Mikefield parla del prequel di Tubular Bells (annunciato la prima volta quasi un anno prima), spiegando che sarà registrato “all’antica”, senza contributi digitali, e che forse sarà pubblicato solo in vinile.

Luglio 2015: Gordon abbandona Caroline Monk come responsabile della comunicazione e provvede da solo (?) ai post su Facebook. Il suo primo annuncio riguarda la riedizione di Discovery e The Killing Fields e alcune sorprese a suo dire contenute in “Suite 1984“.

25 luglio 2015: Gordon scrive che sta mettendo insieme una “Suite 1987 – ’89”, lavorando su circa 25 ore di registrazioni inedite risalenti agli anni compresi tra Islands e Earth Moving.

Settembre – ottobre 2015: Gordon apre una nuova pagina Facebook. Dopo pochi giorni annuncia l’idea di un possibile nuovo Ommadawn. Racconta di suonare alla vecchia maniera e di non essersi mai divertito così negli ultimi 35 anni.

15 ottobre 2015: Gordon afferma di continuare a lavorare su “A new Ommadawn“. A suo dire sta usando un metronomo analogico e suona tutti gli strumenti: bodhran, basso, chitarra acustica e spagnola, mandolino, glockenspiel, ecc. Infine dà appuntamento sulla sua pagina per Halloween.

26 ottobre 2015: un Gordon felice di creare musica annuncia che il suo nuovo lavoro sta assumendo una sua propria vita e che forse ne uscirà un album completamente nuovo senza riferimenti ai lavori passati. In ogni caso nel giro di un paio d’anni potrebbe anche realizzare un sequel o prequel di Tubular Bells e di Ommadawn.

31 ottobre 2015: Gordon pubblica il videoclip Zombies, in occasione di Halloween.

2 novembre 2015: con un nuovo post Gordon annuncia di continuare il lavoro su un pezzo di musica “fatto a mano“. Dice di aver registrato brani così come vengono al “primo colpo“, e perciò comprensivi di qualche errore. Per questo chiede ai fans se gradiscono questo genere di lavoro artigianale, simile al modo di procedere del 1972 usato per la registrazione di Tubular Bells.

19 novembre 2015: Gordon pubblica uno screenshot con il grafico delle piste registrate per il suo nuovo lavoro.

Metà dicembre 2015: altra immagine del grafico delle registrazioni pubblicata da Gordon sulle sue pagine. Tra i commenti, sempre da parte sua, spunta una lista con i titoli di 17 sezioni in cui sarebbe suddiviso il nuovo lavoro musicale. La grafia della lista (scritta a mano) pare proprio quella di Mike Oldfield.

19 dicembre 2015: Gordon offre ulteriori informazioni sul suo nuovo lavoro. A suo dire è a buon punto nella registrazione dei 18 minuti della prima parte. La notizia fa pensare a un’opera in forma di suite.

19 gennaio 2016: Esce l’annuncio del completamento della prima parte. Gordon con entusiasmo si dice in procinto di partire con la seconda parte. Poi dà un indizio sul titolo del futuro disco, pubblicando la foto di un uccello rapace.

5 febbraio 2016: pochi giorni dopo l’uscita delle riedizioni di Discovery e The Killing Fields e della Suite 1984, Gordon torna a parlare del suo nuovo lavoro. Nella seconda parte dice di aver inserito un brano che ricorda l’atmosfera della melodia di “Telstar“, un brano del 1962 dei Tornados. Incalzato da alcuni fans, tra i commenti Gordon aggiunge che la pubblicazione è prevista per il prossimo agosto e che il disco avrà una versione 5.1.

10 febbraio 2016: nuovo post di Gordon nel quale afferma di aver completato il brano simile a “Telstar”, che forse sarà intitolato “Victory“. Adesso è in procinto di iniziare un pezzo ricco di atmosfera ispirato alla barriera corallina dei suoi dintorni. Continua a lavorare accompagnato dal metronomo analogico.

20 febbraio 2016: Gordon spiega di aver aggiunto l’arpa celtica e un basso acustico al novero degli strumenti del nuovo album. Da segnalare che spesso, nel corso dei mesi, Gordon aveva già pubblicato foto di chitarre, tamburi, flauti e altri strumenti, lasciando ad intendere che fossero in uso durante la registrazione del nuovo disco.

10 aprile 2016: dopo alcune settimane di silenzio, Gordon riappare su Facebook per offrire nuove notizie. Stavolta si parla di “Return to Ommadawn“, dice di aver finito ambedue le parti e di dover provvedere ai ritocchi e alle rifiniture. Tutto probabilmente sarà pronto per il suo compleanno a metà maggio. Dice inoltre che è stata un’esperienza meravigliosa tornare a suonare gli strumenti acustici.

21 aprile 2016: Gordon posta due nuove foto contenenti la serie di 55 sezioni che costituiscono le due parti del nuovo album.

23 aprile 2016: Gordon pubblica un sondaggio col quale chiede ai fans le loro preferenze rispetto al titolo del suo prossimo album. “Return to Ommadawn” sembra essere il titolo preferito dai più.

3 maggio 2016: a detta di Gordon è tutto pronto! Si tratta di aspettare una data di pubblicazione da parte della casa discografica.

8 maggio 2016: doccia fredda per Gordon (e per i fans). Dei problemi tecnici nella registrazione di alcune chitarre rendono necessario un supplemento di lavoro sul nuovo disco.

24 maggio 2016: Gordon pubblica l’elenco completo degli strumenti impiegati nel corso della registrazione di “Return to Ommadawn“.

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29 maggio 2016: L’album è finito e ora Gordon sta provvedendo al missaggio 5.1. Intanto ha pronta qualche idea nuova di zecca per un nuovo “Tubular Bells 4“.

26 giugno 2016: dopo altre lunghe settimane di silenzio Gordon spiega di essere stato impegnato su un progetto di realtà virtuale usando Unity 3D, destinato ad accompagnare “Return to Ommadawn“.

di Ettore Capitani

1984 Suite

1984 Suite
29 Gennaio 2016

Trovandosi a remixare Discovery e The Killing Fields per la riedizione dei suoi album su etichetta Mercury, Mike Oldfield ha deciso di compiere un’operazione inedita: selezionare i brani migliori dai due dischi, pubblicati entrambi nel 1984, e legarli in un’unica lunga sequenza. E’ questa l’origine di The 1984 Suite, composizione diffusa su cd, nell’edizione deluxe di Discovery, e su vinile, in un LP nuovo di zecca. La versione in vinile presenta una splendida copertina, opera grafica di Rupert Lloyd, che evoca le atmosfere di Blade Runner, film che risale proprio a quegli anni. La sequenza dei brani però è destinata a deludere chi si aspetti da parte di Oldfield una rielaborazione tale da trasformare l’insieme dei singoli pezzi in un’autentica suite. Mancano quasi del tutto, infatti, passaggi strumentali che facciano da ponte per collegare una traccia all’altra e, in fondo, il collegamento tra i diversi momenti non è molto dissimile da quanto si poteva ascoltare già nella versione originale di Discovery. Per trovare elementi di vera novità bisogna insomma improvvisarsi filologi oldfieldiani e andare ad analizzare singoli frasi musicali in cui qualche strumento è stato posto in una nuova evidenza. Nel dettaglio: la suite si apre con To France, una delle canzoni di maggiore successo nella carriera di Oldfield. La versione qui presentata è praticamente identica all’originale, se non per il suono delle chitarre che appare più distinto e pulito. A seguire troviamo The Lake, magnifico strumentale che è stato sottoposto a qualche ritocco: come nel pezzo precedente, anche qui si ascoltano con maggiore precisione i singoli strumenti, in più alcune sezioni (quelle centrale e finale, in special modo)  sono state allungate in maniera sensibile. Due brani tratti dalla colonna sonora di Urla del Silenzio succedono ai primi due, tratti da Discovery. Si tratta del tema principale di The Killing Fields e di Etude, opera di Francisco Tàrrega, ai quali il recente remixaggio conferisce un’inaspettata complessità. Nella versione LP, Etude apre il lato B del disco ed è seguito da un titolo inedito: The Royal Mile. Si tratta in realtà della rivisitazione di Afghan, strumentale finora apparso soltanto come lato B del singolo Tricks of the Light. In confronto all’originale, The Royal Mile presenta un’introduzione di circa un minuto del tutto nuova, affidata alla cornamusa. Il titolo fa riferimento alla strada in salita che a Edimburgo conduce al castello. Anche Zombie, la canzone successiva, rappresenta in qualche modo una novità, sebbene molto discutibile. Si tratta di Poison Arrows, da cui è stata eliminata la voce di Barry Palmer per fare spazio a una voce sintetica, che canta un testo leggermente differente. L’originario: “Somebody’s out to get you!“, adesso è diventato: “Zombies are out to get you!” Per ammissione dello stesso Oldfield la canzone nasce come uno scherzo dedicato ai propri figli in occasione dell’ultima festa di Halloween. Il dubbio, più che legittimo da parte degli ascoltatori, è se fosse il caso di inserirlo nella suite. In chiusura ritroviamo Barry Palmer che interpreta Discovery, canzone che non mostra particolari differenze con l’originale.
The 1984 Suite, insomma, si rivela un disco interessante soprattutto per i collezionisti. Chi si aspettasse di trovarvi i segni di una rifiorente creatività da parte di Oldfield, farebbe bene ad aspettare il nuovo disco, attualmente in lavorazione, nella speranza di ritrovarvi almeno un’eco delle atmosfere del suo magnifico passato.

di Ettore Capitani

Discografia britannica dei singoli in vinile (45 giri)

1974 – Mike Oldfield’s Single / Froggy went a courting
La discografia oldfieldiana dei singoli in Gran Bretagna incomincia nel 1974 con un disco dal titolo che richiese un grande sforzo di fantasia: Mike Oldfield’s Single. Il lato A presentava un tema della seconda parte di Tubular Bells, eseguito con un arrangiamento differente e un tempo più lento rispetto alla versione dell’album. All’oboe si registra il contributo di Lindsay Cooper. Il lato B invece conteneva Froggy went a courting, un brano tradizionale appositamente riarrangiato da Oldfield.

1975 – Don Alfonso / In Dulci Jubilo (for Maureen)
Correva (veloce) l’anno 1975 e mentre il nostro eroe era impegnato nella registrazione di Ommadawn, a febbraio pubblicò la celebre Don Alfonso, scritta da Ted Waite. La voce solista appartiene all’amico David Bedford, che sebbene fosse un musicista molto serio, dimostra qui uno spiccato senso dell’umorismo. Sul retro troviamo un classico natalizio: la prima versione, dedicata a sua madre, di In Dulci Jubilo, opera di Robert Pearsall.

1975 – In Dulci Jubilo / On Horseback
Siamo ancora nel 1975 e circa un mese dopo la pubblicazione dell’album Ommadawn, Oldfield ripropone in versione singolo In Dulci Jubilo, reclutando al flauto un musicista che aveva collaborato al suo disco appena uscito: Leslie (Les) Penning. La collaborazione Oldfield / Penning andrà avanti diverso tempo soprattutto nella reinterpretazione di brani tradizionali destinati ad essere pubblicati come singoli. Il lato B ospita On Horseback, canzone dalle cadenze un po’ folk, che chiudeva Ommadawn.

1976 – Portsmouth / Speak (Tho’ You Only Say Farewell)
Nel novembre del 1976 Oldfield pubblica Portsmouth, singolo preannunciato nel disco Collaborations del cofanetto Boxed, edito l’ottobre precedente. Si tratta ancora una volta di una collaborazione con Les Penning nella quale si rielabora un brano tradizionale. Sul lato B compare Speak (Tho’ You Only Say Farewell), canzone interpretata dalla voce di David Bedford e composta da Ray Morello e Horatio Nichols.

1977 –  William Tell Overture / Argiers
Tra Boxed e Incantations trascorsero circa 2 anni senza nuovi LP. Ma durante questo periodo Mike Oldfield fu comunque molto attivo: collaborò con David Bedford e Pekka Pohjola, compose la colonna sonora del documentario Reflection, ricca di spunti che avrebbe poi sviluppato nei dischi successivi, e continuò a pubblicare singoli. William Tell Overture, che risale al febbraio del 1977, altro non è che (ovviamente) l’Overture del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini rivisitata in chiave folk. L’escursione nel mondo della musica classica indusse Oldfield a relegare l’ormai fedelissimo amico Les Penning al lato B del 45 giri, dove infatti troviamo Argiers, un pezzo tradizionale suonato dal duo in una versione semplicemente meravigliosa.

1977 – Cuckoo Song / Pipe Tune
Mentre Mike Oldfield metteva a punto le idee per quello che sarebbe stato Incantations, un nuovo singolo vedeva la luce nel novembre 1977. Stavolta Les Penning suona in entrambi i brani contenuti nel disco. Cuckoo song è un’antica composizione di Michael Praetorius; Pipe Tune invece è opera del nostro eroe. E a proposito di Incantations, provate ad ascoltare i secondi finali di Pipe Tune: non ci sentite qualche sonorità che poi finirà dritta dritta nel doppio album dell’anno dopo?

1978 – Take Four
Felice per aver licenziato Incantations dopo due anni di lavoro, Mike Oldfield per il Natale del 1978 decise di fare un regalo ai propri fans: il singolo Take Four. La strenna in oggetto è il suo primo 45 giri a contenere ben quattro brani, come suggerisce il titolo. Ma in realtà uno solo è l’inedito. Take Four infatti presenta le già note Portsmouth e In Dulci Jubilo sul lato A e Wrekorder Wrondo (la vera novità) e Sailor’s Hornpipe (tratta da Tubular Bells) sul lato B. Proprio con Wrekorder Wrondo, brano attribuito a Tielman Susatto, si chiude la pluriennale collaborazione col più volte citato Les Penning. Da notare che Take Four fu pubblicato anche come maxi singolo (il primo nella discografia oldfieldiana) su vinile bianco.

1979 – Guilty / Incantations part IV
Il cambiamento esistenziale di Mike Oldfield, dopo l’esperienza di Exegesis, oltre che nell’aspetto fisico si rispecchia anche nella produzione musicale. Nel 1979 il nostro eroe dice addio ai singoli di genere folk e inaspettatamente di lancia nel mondo della disco music con Guilty, una sorta di Incantations suonato a 78 giri, che diventerà un classico da concerto. E proprio un estratto di Incantations appare sul lato B, contenente l’Ode to Cynthia del poeta Ben Jonson.

1979 – Blue Peter / Woodhenge
Un Mike Oldfield bisognoso di rientrare delle spese enormi sostenute per portare in giro la numerosa orchestra del tour di Exposed, nel 1979 si cimenta nella sigla di una trasmissione per ragazzi: Blue Peter. L’espressione del titolo è presa dal linguaggio nautico e designa una nave (quella della copertina del disco) pronta per salpare. Curiosamente è l’esatto opposto dell’homeward bound di The Rio Grande. Sul lato B troviamo un estratto, piuttosto ambient, dall’album Platinum e cioè Woodhenge.

1980 – Arrival / Polka
Il primo singolo oldfieldiano degli anni 80 è un estratto dall’album QE2: Arrival. Si tratta di una cover degli Abba, di cui Oldfield fa anche la cover della cover (cioè della copertina). Bisogna dire che in quel periodo Oldfield aveva da poco preso il brevetto da pilota e perciò voleva dimostrare tutta la propria passione per il volo, dagli aeroplanini di carta di Exposed, al video di Blue Peter, alla copertina di Arrival, appunto, nella quale è ritratto ai comandi di un elicottero. Sul lato B per la prima volta si trova un brano registrato dal vivo, Polka, inciso durante un concerto del tour europeo di Platinum.

1980 – Sheba / Wonderful Land
Solo due mesi dopo l’uscita del singolo precedente, nel novembre 1980 Oldfield dà alla luce un nuovo 45 giri: Sheba / Wonderful Land, due brani provenienti dall’album QE2. In Gran Bretagna Sheba uscì come lato A (e ovviamente al lato B c’era Wonderful Land), mentre in molti altri paesi del mondo le parti erano invertite. Prova ne è il fatto che per Wonderful Land fu prodotto un video, mentre per Sheba ciò non accadde. Sheba è una composizione originale di Oldfield, che vede impegnato alla batteria addirittura Phil Collins; Wonderful Land invece è l’ennesima cover, tratta dalla discografia degli Shadows, il gruppo di Hank Marvin, vero idolo giovanile del nostro eroe.

1982 – Five Miles Out / Punkadiddle (live)
Il 1981 trascorre con Mike Oldfield che tiene concerti in mezza Europa e senza nuovi dischi. Ma proprio durante la tournée, mentre vola col suo piccolo aereo tra Barcellona e San Sebastian, il Nostro si trova coinvolto in una tempesta e rischia di precipitare (quando dicevamo della passione per il volo). Scampato il pericolo, Oldfield dedica la sua nuova canzone – e poi un intero album – a questo episodio traumatico. Five miles out esce come singolo nel febbraio del 1982. Sul lato B troviamo Punkadiddle, un brano contenuto in Platinum, ma qui reso nella versione dal vivo, registrata ad Essen l’anno precedente. Di questo 45 giri per la prima volta Oldfield pubblica una versione picture disc.

1982 – Family Man / Mount Teide
Il 1982 propone un Mike Oldfield davvero instancabile: un nuovo LP, Five Miles Out, due tour (uno dei quali a livello mondiale) e tre singoli, uno di seguito all’altro. Il secondo 45 giri della serie è Family Man, una canzone composta dal cosiddetto Mike Oldfield’s Group e cioè, oltre al Nostro, Fenn, Cross, Pert e la Reilly. Il testo della canzone, ispirato ironicamente da Rick Fenn, fu scritto da Tim Cross e Maggie Reilly. Mike ci aggiunse la strofa finale, il che fece imbufalire non poco Cross, che però ebbe la sua rivincita quando Hall & Oates ne incisero una cover. Il duo infatti scartò proprio la strofa oldfieldiana, ripristinando il testo originario.
Il lato B offre un pezzo strumentale in cui Oldfield si avvale della collaborazione di Carl Palmer alla batteria: Mount Teide.

1982 – Mistake / Waldberg (The Peak)
Nell’agosto 1982 esce il terzo singolo dell’anno, contenente due brani che non appartengono a Five Miles Out. Mistake è una canzone scritta da Oldfield, anche se il disco è firmato Mike Oldfield’s Group, e vede ancora una volta Maggie Reilly come voce solista. La cantante scozzese, entrata a far parte della squadra di musicisti oldfieldiani durante il tour 1980, sarà una collaboratrice fedele del nostro eroe musicale per tutto il decennio, fino a Earth Moving. Sul lato B troviamo un brano strumentale, per la seconda volta consecutiva dedicato a una montagna: Waldberg (The Peak), dedicato a una vetta bavarese, che in realtà si chiama Wallberg.
Anche di questo 45 giri, come dei due precedenti, fu pubblicata una versione picture disc.

1983 – Moonlight Shadow / Rite of Man
E venne quel maggio del 1983 nel quale uscì Moonlight Shadow. Quasi inutile da commentare, visto che probabilmente almeno un terzo dei fans ha conosciuto Mike Oldfield grazie a questa canzone. Solo alcune curiosità: nel video si vede alla batteria Pierre Moerlen, ma in realtà a suonarla è Simon Phillips, che è pure co-produttore del disco. La nota scrittrice giapponese Banana Yoshimoto compose uno dei suoi primi racconti (contenuto nella raccolta Kitchen) ispirandosi proprio a questa canzone: Moonlight Shadow fu anche la sua tesi di laurea. Di questo 45 giri esiste una versione picture disc e un maxi singolo che offre l'”extended version”, con una strofa in più nel testo. Sul lato B ritroviamo un po’ di atmosfere folk con Rite of Man, di Oldfield e Jeremy Parker.

1983 – Shadow on the Wall / Taurus III
Mentre si celebra il decennale di Tubular Bells ed esplode il successo planetario di Moonlight Shadow e di Crises, proprio da quest’ultimo album nel settembre 1983 viene tratto il nuovo singolo. Siamo ancora nel regno delle ombre con Shadow on the Wall, canzone interpretata dalla voce ruvida di Roger Chapman, leader dei Family. Il testo della canzone sembra avere riferimenti politici, volendo alludere alla Polonia, paese in cui ormai da due anni il regime di Jaruzelski ha imposto lo stato di guerra e la legge marziale per contrastare le spinte democratiche di Solidarnosc.
Sul lato B troviamo il terzo spagnoleggiante episodio di Taurus, il segno zodiacale di Mike Oldfield.

1984 – Crime of Passion / Jungle Gardenia
Il 1984 fu un altro anno intensissimo per Mike Oldfield. Già il 3 gennaio uscì il suo nuovo singolo contenente due inediti. Per Crime of Passion, Oldfield reclutò il cantante del gruppo Triumvirate, Barry Palmer, il quale dovette scontrarsi fin da subito con la forte personalità del nuovo “datore di lavoro”. Sul modo di interpretare la canzone infatti i due avevano idee piuttosto differenti, ma alla fine il vocalist dovette assecondare le volontà del Nostro. Se non altro così Palmer si guadagnò la fiducia di Mike Oldfield, che ne fece la voce maschile dell’album Discovery e del successivo tour. Sul lato B si trova un nuovo strumentale ricco di atmosfera dal titolo Jungle Gardenia.

1984 – To France / In the Pool
Nel giugno del 1984 viene pubblicato il primo singolo estratto dall’album Discovery: To France. Si tratta probabilmente della canzone di Mike Oldfield più nota e popolare dopo Moonlight Shadow. L’interprete è ancora una volta Maggie Reilly e il co-produttore di nuovo Simon Phillips, a conferma che squadra che vince non si cambia. In To France, Oldfield celebra la figura storica di Maria Stuarda, regina di Scozia, e canta del suo viaggio verso la corte di Francia. Sul retro troviamo l’ennesimo inedito strumentale, In the Pool.

1984 – Tricks of the Light / Afghan
Il secondo singolo estratto da Discovery è Tricks of the Light, un duetto vocale tra la Reilly e Barry Palmer, che rappresenta un’assoluta novità nella discografia di Mike Oldfield. Nel video troviamo finalmente Simon Phillips, il quale si mostra alla batteria col suo completino della Ferrari, senza far ricorso alla supplenza di Pierre Moerlen. Il 45 giri in questione ripropone un cliché ormai consolidato: canzone sul lato A, strumentale breve sul lato B. Un po’ come Oldfield fa negli album, dove usa alternare un lato di canzoni a uno occupato da una lunga suite. In questo caso lo strumentale breve è Afghan.

1984 – Etude / Evacuation
Nel 1984 Oldfield pubblica due album e ben quattro singoli. Un autentico record. Il secondo album, da cui è tratto l’ultimo 45 giri dell’anno, rappresenta la colonna sonora del film Urla del Silenzio (The Killing Fields). Etude, il singolo in questione, contiene la rivisitazione di uno studio di Francisco Tàrrega, che ben prima dell’impiego come tema principale del film, Mike Oldfield usava già suonare in concerto durante il tour mondiale del 1982. Il lato B presenta Evacuation, un altro pezzo estratto da The Killing Fields, ascoltando il quale pare di vedere volare elicotteri.

1985 – Pictures in the Dark / Legend
In Pictures in the Dark, pubblicato nel novembre del 1985, fa la propria mistica prima apparizione Anita Hegerland, cantante norvegese destinata ad occupare un posto importante nella vita di Mike Oldfield, non solo a livello artistico. La voce “bianca” invece appartiene al quindicenne Aled Jones. A partire dal video di questa canzone Oldfield incomincia a sbizzarrirsi con l’uso di effetti grafici computerizzati, che all’epoca erano all’avanguardia, ma che oggi fanno apparire i filmati terribilmente datati. Sul lato B il consueto strumentale breve è Legend, brano ideato per The Killing Fields, ma poi scartato dalla colonna sonora. Una curiosità: chi possiede la Platinum Collection e prova ad ascoltare Evacuation, troverà Legend come parte finale di questa traccia, senza soluzione di continuità.

1986 – Shine / The Path
Nel biennio 1985 – 86 Mike Oldfield dirada drasticamente gli impegni: di questo periodo si ricordano soltanto due singoli, la raccolta The Complete e nessun tour. Dopo Pictures in the Dark, a maggio ’86 Oldfield pubblica Shine, canzone interpretata da Jon Anderson. La voce degli Yes aveva già collaborato col nostro eroe cantando In High Places, nell’album Crises.
Il 45 giri in questione esce anche in una limitata edizione picture disc sagomato. The Path, sul lato B, è un brano strumentale che risale ad almeno dieci anni prima (il copyright è del 1979), visto che è possibile ascoltarlo nella colonna sonora del documentario Reflection.

1987 – Islands / The Wind Chimes part I
A 34 anni Mike Oldfield ha ancora una grande voglia di sperimentare. Così nel 1987 concepisce un album in cui ciascun brano è accompagnato da un apposito video: Islands, che non a caso uscirà, con titolo diverso, anche in versione VHS. Il primo singolo estratto porta lo stesso titolo dell’LP ed è cantato dalla voce inconfondibile di Bonnie Tyler. Anche sul lato B c’è un brano estratto dall’album, The Wind Chimes part I, il cui video omaggia Stanley Kubrick.

1987 – The Times Has Come / The Wind Chimes part II (extract)
Il secondo singolo tratto da Islands è The Time Has Come, canzone in cui come interprete vocale ritroviamoAnita Hegerland, stavolta in versione Nefertiti. Produttore di questa canzone è Michael Cretu in seguito leader degli Enigma. Il lato B del 45 giri presenta un brano estrapolato da The Wind Chimes part II.

1988 – Flying Start / The Wind Chimes part II (extract)
L’unica pubblicazione oldfieldiana del 1988 (a parte la VHS The Wind Chimes) è il singolo Flying Start, terzo estratto da Islands. La voce è affidata al vecchio amico Kevin Ayers, col quale Oldfield esordì, suonando nel gruppo dei Whole World fino al 1972. Non a caso nel testo della canzone si legge il verso “Flying start, made the whole world sing, they had no choice.” La canzone è pubblicata anche nell’album Falling Up dello stesso Ayers. Sul lato B troviamo un nuovo estratto da The Wind Chimes part II.

1989 – Earth Moving / Bridge to Paradise
Dopo due anni di quasi silenzio, nel 1989 Mike Oldfield spiazza ancora una volta il suo pubblico con Earth Moving, un album composto di sole canzoni. Dall’LP saranno tratti due singoli. Il primo contiene il brano omonimo, cantato dalla fantomatica Nikki “B” Bentley, dei “B” Force.
Sul lato B troviamo Bridge to Paradise, canzone interpretata da Max Bacon, che nell’album è legata insieme con Nothing but.

1989 – Innocent / Earth Moving (disco version)
Il secondo 45 giri ricavato da Earth Moving è Innocent, canzone di decisa inclinazione discotecara, affidata ancora una volta alla voce della Hegerland. E’ curioso che, a dieci anni di distanza l’uno dall’altro, i due pezzi “disco” di Mike Oldfield si chiamino rispettivamente Guilty e Innocent. Altro esempio degli opposti oldfieldiani (Light & Shade, The Rio Grande – Blue Peter, …). Sul lato B ritroviamo ancora Earth Moving, ma stavolta in versione (anche qui) disco.

1991 – Heaven’s Open / Amarok (excerpt)
Nel gennaio 1991 Oldfield pubblica l’ultimo 45 giri per la Virgin records. In vista della definitiva rottura col marchio di Branson, il Nostro si firma col proprio nome per esteso, Michael, imitato dal produttore Newman, che si firma Thom. Heaven’s open darà il titolo anche all’album che di lì a poco sarà pubblicato: per la prima volta Oldfield oltre a suonare si cimenta anche nel canto come prima voce. Da notare che la versione di Heaven’s open apparsa come singolo è differente da quella contenuta nell’LP. Si dice che il pilota di Formula 1 Jacques Villeneuve fosse solito ascoltare questa canzone prima della partenza dei GP. Di certo doveva ricavarne una bella carica visto che riuscì a vincere il Mondiale nel 1997.

1992 – Sentinel / Early Stages
Approdato alla Warner Bros, nel 1992 Mike Oldfield pubblica Tubular Bells II, il primo album edito esclusivamente in versione CD e musicassetta (un’edizione limitata in vinile sarà diffusa nella sola Germania). Da Tubular Bells II saranno tratti tre 45 giri, il primo dei quali è Sentinel. In veste di co-produttore del disco, oltre al fedelissimoTom Newman, troviamo Trevor Horn, ex leader dei Buggles. Il singolo è presentato da Mike Oldfield anche al pubblico italiano, durante la serata organizzata da Luciano Pavarotti, “Pavarotti & friends”. Il lato B del singolo contiene la variazione sul tema Early Stages.

1992 – Tattoo / Silent Night
Dal concerto di presentazione di Tubular Bells II, tenuto al castello di Edimburgo nel settembre 1992, è tratta la registrazione di Tattoo presente nel secondo singolo di quello stesso anno, pubblicato in dicembre. In questa porzione di concerto Mike Oldfield suona affiancato dalla banda di cornamuse dell’armata scozzese. Sul lato B si trova un’assoluta rarità: Silent Night, il tradizionale brano natalizio di Franz Gruber, particolarmente adeguato a questo periodo.

1993 – The Bell / Sentinel (remix)
Nell’aprile del 1993 esce il terzo 45 giri estratto da Tubular Bells II, The Bell. La versione del singolo in realtà differisce alquanto da quella dell’album, a partire dal Maestro di Cerimonie. Ad annunciare gli strumenti, infatti, nel singolo ritroviamo una vecchia conoscenza oldfieldiana: Viv Stanshall. Cantante dei Bonzo Dog, autore di testi e anche pittore, Stanshall era comparso come MC in Tubular Bells e come voce narrante (ad alto tasso alcolico) nella registrazione di Sailor’s Hornpipe contenuta in Boxed. Stanshall fa la propria comparsa anche nel video che accompagna questo brano. Sul lato B troviamo una versione remix di Sentinel.

Dal ’93 in poi Mike Oldfield pubblicherà singoli esclusivamente in versione CD, fatta eccezione per la riedizione del Mike Oldfield’s Single di qualche anno fa e per il picture disc edito in occasione dei 40 anni della Virgin records.

(di Ettore Capitani)

“Mike Oldfield” di Giovanni Manuali (2 ed. 2015)

"Mike Oldfield" di Giovanni Manuali (2 ed. 2015)
“Mike Oldfield” di Giovanni Manuali (2 ed. 2015)

Da oggi è disponibile in molte librerie italiane, su ordinazione, la seconda edizione della biografia di Mike Oldfield scritta da Giovanni Manuali.

La seconda edizione corregge ed amplia la prima edizione (aprile 2006) alla luce di nuovi documenti (soprattutto “Changeling”, “M.O. – A life dedicated to music” di C. Dewey e la pagina web di Phil Spalding).

Il libro si può acquistare tramite www.youcanprint.it o nelle 4500 librerie italiane associate: sul sito potrete trovare quella più comoda per voi (al momento sicuramente in quelle Mondadori). Inoltre, il libro è stato reso disponibile per la stampa a livello internazionale, quindi sarà acquistabile anche da fan/collezionisti stranieri!

Informazioni editoriali:

  • Titolo: Mike Oldfield
  • Autore: Giovanni Manuali
  • Data di uscita: 23 dicembre 2015
  • Pagine: N.D.
  • Copertina: morbida
  • Editore: youcanprint
  • ISBN: 9788891148643
  • Prezzo: 18 €

XV Raduno Nazionale Mike Oldfield Fan Club

Hotel Palacavicchi, Roma
Hotel Palacavicchi, Roma

26/27 settembre 2015
Hotel PalaCavicchi ROMA
Via di Ciampino, 70 – 00178
Telefono: +39 06 79 34210
Fax: +39 06 7934 1556
Email: info@hotelpalacavicchi.com

 

Pacchetto comprensivo di:
* Pranzo sabato: cucina tradizionale romana; prezzo 15 Euro/persona (bevande incluse)
* Cena sabato: cucina tradizionale romana; prezzo 18 Euro/persona (bevande incluse)
* Pernottamento la notte del 26 settembre:
– 47 Euro per camera singola
– 56 Euro per camera doppia
– 70 Euro per camera tripla
– 80 Euro per camera quadrupla
* Prima colazione a buffet (inclusa)
* Ampio parcheggio esterno gratuito
* Collegamento Wireless
* Utilizzo Sala Giubileo 1  – pagamento separato 200 Euro da dividere tra partecipanti
* Pranzo extra a persona: € 15.00
* Cena extra a persona: € 18.00
* Pagamento: check-out ospiti
* Costo extra: 4 Euro euro per persona, per notte, per la tassa di soggiorno

Prenotazioni direttamente presso l’hotel al numero +39 06 79 34210,
con riferimento “Raduno Fan Club Mike Oldfield”

Il “pranzo extra” (o “cena extra”) è pensato per chi abita nelle vicinanze e preferisce non pernottare in albergo, ma partecipa a pranzo/cena sabato.

A grandi linee, il programma del Raduno prevede:
Sabato
– arrivo e  pranzo;
– pomeriggio in sala audizioni
– cena
– dopo cena live in sala audizioni (Riccardo Malloggi Show)
Domenica
– colazione
– visita centro storico Roma
– pranzo tipico romano in fraschetta

Per ulteriori informazioni e commenti

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Dougal Oldfield, 33 anni, scomparso per un malore

Dougal Oldfield, 33 anni, figlio di Mike e di Sally Cooper, insieme a Luke e Molly, ha avuto un malore ed è morto per cause naturali domenica 17.05.2015 alle 18:30, mentre lavorava. Chi lo conosceva lo descrive dolce, gentile, intelligente, premuroso e positivo.
Ci uniamo tutti nel triste cordoglio intorno alla famiglia.
R.I.P.

Mike Oldfield insieme al figlio Dougal, 1981
Mike Oldfield insieme al figlio Dougal, 1981
Losing our virginity

Losing our virginity (The first four years: 1973-1977)

Losing our virginity
Losing our virginity (1973-1977)

Per celebrare il 40° anniversario dell’etichetta Virgin, una delle più produttive e innovative case discografiche di tutti i tempi, è stato prodotto un nuovo album di 3 CD con i più  creativi esponenti dei primi 4 anni di attività.
“Losing Our Virginity” onora il primo album mai pubblicato, Tubular Bells (1973), e continua con i più importanti artisti e brani del periodo pre-punk. In quei primi 4 anni la Virgin ha ospitato la maggior parte dei pionieri della musica progressive ed è stata la casa di molti artisti di grande talento degli anni ’70. Partendo da Krautrock ed il prog, passando per avant-rock e arrivando al pionieristico synth-rock, “Losing Our Virginity” è un meraviglioso viaggio durante la nascita di una legenda.

CD1:

1. Mike Oldfield – Tubular Bells (Two sides excerpt) May 73
2. Faust – Krautrock May 73
3. Gong – The Pot Head Pixies May 73
4. Steve York’s Camelo Pardalis – I’ll Be Home May 73
5. Steve York’s Camelo Pardalis – Woman’s Lib Song May 73
6. Kevin Coyne – Marlene Aug 73
7. Henry Cow – Teenbeat (Reprise) Aug 73
8. Faust – Giggy Smile (Alternative Version) Sept 73
9. Kevin Coyne – Eastbourne Ladies Sept 73
10. Link Wray – I’m So Glad, I’m So Proud Oct 73
11. Gong – I Never Glid Before Dec 73
12. Captain Beefheart – Upon The My-Oh-My Apr 74
13. Klaus Schulze – Some Velvet Phasing May 74
14. David Bedford – An extract from Stars End Aug 74

CD2:

losing_our_virginity_back15. Robert Wyatt – I’m A Believer Sept 74
16. Comus – Down (Like A Movie Star) Sept 74
17. Fred Frith – Glass c/w Steel Sept 74
18. Hatfield And The North – Let’s Eat (Real Soon) Nov 74
19. Robert Wyatt – Yesterday Man Oct 74
20. Egg – Wring Out The Ground (Loosely Now) Dec 74
21. Ivor Cutler – I Believe In Bugs 1974
22. Captain Beefheart – Mirror Man (Live) Jan 75
23. Mallard – Road To Morocco 1975
24. Tom Newman – Sad Sing Feb 75
25. Clearlight – Extract from Clearlight Symphony Part One Feb 75
26. Hatfield And The North – Fitter Stroke Has A Bath Mar 75
27. Boxer – Hip Kiss Mar 75

CD3:

28. Steve Hillage – The Salmon Song April 75
29. White Noise – An extract from White Noise II Apr 75
30. Henry Cow/Slapp Happy – War May 75
31. Wigwam – Freddie Are You Ready Jun 75
32. Edgar Froese – Extract from Epsilon In Malaysian Pale Sept 75
33. David Bedford – The Rio Grande Sept 75
34. Tom Newman – Don’t Treat Your Woman Bad Nov 75
35. Ivor Cutler – The Dirty Dinner 1975
36. Daevid Allen & Euterpe – Wise Man In Your Heart May 76
37. Mike Oldfield – First Excursion Aug 76
38. Steve Hillage – It’s All Too Much Sept 76
39. Can – Silent Night Nov 76
40. Can – Don’t Say No 76

Possibile acquistarlo su Amazon e su Virgin store